CAR SHARING E CAR POOLING, IMMIGRATI A BORDO

settembre 2017

Un milione di utenti, seimila auto e oltre sei milioni di noleggi. Dopo esordi e sperimentazioni, i numeri raggiunti dal car sharing in Italia lo scorso anno confermano che anche da noi la mobilità condivisa è ormai matura. Un boom, quasi un fenomeno di massa. Abbastanza da coinvolgere tanti immigrati che, come e forse anche più degli italiani, possono ogni giorno scegliere questa terza via tra auto privata e trasporto pubblico.

I grandi player del mercato non hanno ancora dati precisi, anche a causa di form di registrazione che non sempre prendono in considerazione la nazionalità. Intervistati da Mixità, concordano però sul fatto che sulle loro auto salgono anche molti nuovi italiani, un orticello da coltivare.

“A Milano vivono oltre 200 mila stranieri, circa il 20% della popolazione. Come potremmo non tenerne conto? Tra quelli già nostri clienti distinguiamo due categorie: i lavoratori e studenti che passano qui periodi brevi, da qualche mese a qualche anno, e i residenti stabili. Per motivi anche molto vari, trovano tutti nel car sharing la risposta alle loro esigenze” ci dice Andrea Leverano, managing director Italia di DriveNow.

Le Bmw e le Mini di Drive-Now portano vecchi e nuovi milanesi in giro per la città da meno di anno. “Il nostro è un progetto europeo e ha già un approccio internazionale. Anche se non riteniamo necessaria una customizzazione del servizio per gli stranieri, credo che potremmo fare campagne di comunicazione dedicate. Siamo partiti con una segmentazione per grandi linee, distinguendo il business dai privati e i lavoratori dagli studenti, ma arriverà anche il momento in cui andremo a fare qualcosa di specifico per chi non è italiano”.

“Di certo - sottolinea Leverano - sarebbe miope non prendere in considerazione le opportunità offerte da un’immigrazione ben gestita, che a Milano andrà crescendo sia dal nord del mondo, ad esempio con le multinazionali in fuga dalla Brexit, sia, soprattutto, dal sud del mondo. È un fenomeno con cui dobbiamo confrontarci laicamente, al di là della retorica politica, in termini di business di medio e lungo termine”.

Gianni Martino, Amministratore Delegato Italia e Country Manager Sud Europa di car2go, preferisce non fare distinzioni. “Tutti coloro che sono maggiorenni e hanno una patente di guida valida da almeno un anno sono un target interessante per car2go. Non c’è alcuna differenza per noi tra i cittadini italiani e gli stranieri, in quanto hanno tutti gli stessi bisogni di mobilità” premette.

“Sicuramente - conferma però Martino - molti stranieri che vivono qui, o che sono anche solo di passaggio per motivi personali, utilizzano car2go per spostarsi comodamente, avendo a disposizione un servizio di mobilità flessibile e a portata di mano”.

“La mobilità - aggiunge il numero uno di car2go in Italia- è un diritto inserito anche nella nostra Costituzione e, come tale, rappresenta un’esigenza universale dell’intera comunità dei cittadini senza fare distinzioni. Inoltre, pensiamo che un servizio facilmente riconoscibile sia in Italia che all’estero, come è appunto car2go, possa in qualche modo avvicinare sia stranieri che italiani, rendendoli parte di una comunità unita ed affiatata che va oltre i confini delle singole nazioni”.

Anche Share’nGo, che conta 70.000 iscritti e 1.500 auto elettriche in circolazione tra Milano, Roma, Firenze e Modena, si è accorta degli immigrati. “Attualmente rappresentano il 4% e sono certamente un target importante anche perché in costante crescita. Non abbiamo però in programma campagne dedicate che, peraltro, non abbiamo mai fatto per categorie particolari di utenti” spiega il direttore marketing Luca Mortara.

Fatto sta che le specificità e i numeri del target immigrati suggerirebbero un’attenzione più focalizzata. In Italia ci sono circa 3 milioni di cittadini stranieri con la patente di guida, buona parte dei quali vivono nelle città dove il car sharing è già attivo. Spesso hanno una sola macchina per nucleo familiare e possono quindi scegliere le auto condivise come sostitutive della propria o anche come integrazione, magari obbligata, al trasporto pubblico locale.

Enjoy, il car sharing targato Eni, non ha dubbi: “Sicuramente gli stranieri sono un target importante per noi. Non solo quelli con patente italiana, ma anche quelli che non hanno convertito la loro patente. Enjoy accetta patenti di 11 paesi esteri” ci ricordano dall’ufficio stampa. In realtà i Paesi in questione sono tutti europei, oltre a Stati Uniti e Russia, ma comunque gli immigrati sono tenuti a convertire la patente dopo un anno di residenza in Italia, quindi il problema non si pone.

Tra le esigenze particolari di questa utenza, Enjoy vede “in primis una barriera linguistica che abbiamo provato a superare con un sito e una app bilingue e un numero telefonico di supporto in lingua inglese. Finora non abbiamo fatto campagne promozionali dedicate alle comunità straniere in Italia, non escludiamo tuttavia nel prossimo futuro di implementare azioni dedicate sia per coloro che utilizzano già il servizio che per stimolare chi non lo usa a provarlo”.

Parlando di mobilità condivisa è il caso di dare un’occhiata anche al car pooling, passando dalle macchine di Enjoy, Drive Now e car2go ai 2,5 milioni di utenti di Blablacar in Italia, che offrono o sfruttano passaggi all’interno o all’esterno dei confini nazionali. Chi si registra non indica la propria cittadinanza, ma spulciando gli annunci presenti sulla piattaforma online è facile imbattersi in viaggiatori di origine straniera.

Nicolae S. il 15 settembre scorso doveva viaggiare da Castelnuovo di Porto a Pașcani, in Romania, ed era pronto a fare tappa a Roma, Firenze e Bologna per raccogliere sconosciuti compagni di viaggio. Elena D. il 19 settembre ha invece viaggiato tra Roma e Timișoara e ha indicato la stazione Termini come punto di ritrovo per chi volesse salire a bordo. Più corto il viaggio di Mitja B, che il 29 settembre andrà da Torre del Greco a Milano, mentre il giorno prima Brahim H scenderà da Genova a Salerno.

Una ricerca realizzata lo scorso anno da Collaboriamo e Università Cattolica, ritrae gli utenti del servizio come giovani (il 30% del campione ha tra i 18 e i 27 anni, il 39% tra i 28 e 37 anni), istruiti (42% laurea; 17% master o dottorato) e con livello di fiducia nei confronti degli estranei quasi il triplo della media nazionale. Tutti ingredienti giusti per superare le barriere culturali. “Personalmente, ho condiviso più di 100 viaggi in BlaBlaCar e mi è capitato di incontrare persone di diverse nazionalità che vivono da tempo in Italia” conferma Silvia Conti, PR Manager Italy di BlaBlaCar.

Compagni di viaggio come “Wilson, 35 anni, nato nelle Filippine ma cresciuto in Italia, conosciuto in auto da Milano verso Verona dove entrambi ci stavamo recando per una domenica da turisti. Era rientrato da poco da una vacanza nel Paese di origine e ha condiviso con gli altri viaggiatori aneddoti sulla sua famiglia e soprattutto ricette locali. E poi Maria, 63 anni, che ha vissuto in Cile fino ai 25 anni e poi si è trasferita in Italia con la figlia: ci siamo conosciute in auto verso Genova, dove entrambe stavamo andando a trovare amici e parenti”.

Conti ricorda anche il viaggio con Anthony, 29 anni, tecnico informatico di origine peruviana con lavoro a Milano e famiglia in Liguria. “Nella prima parte del tragitto è stato chino sul suo pc per finire un lavoro urgente, poi, ci ha svelato la sua passione più grande: il cinema. E visto che era appena uscito Fast & Furious 8 ha commentato la serie e ha suggerito a noi altri passeggeri gli episodi migliori”.

Mixità

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