più arrivi che partenze. Dopo gli anni della crisi, durante i quali si era fatta via via più ridotta, torna a crescere la differenza tra quanti scelgono e quanti lasciano l’Italia, confermando che l’immigrazione non è affatto finita e continuerà a sommarsi ai processi di stabilizzazione chi chi è arrivato da più tempo.
Secondo un recente report dell’Istat su “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, nel 2016 il saldo migratorio netto con l’estero è aumentato di 10 mila unità , raggiungendo quota 144 mila (+8% rispetto al 2015) per effetto del maggiore aumento delle immigrazioni rispetto alle emigrazioni. Le iscrizioni in anagrafe dall’estero sono state quasi 301 mila (+7% rispetto al 2015) e in quasi nove volte su dieci (263 mila) hanno avuto per protagonisti cittadini stranieri.
Tra i nuovi arrivati, 97 mila sono europei (37%), 79 mila africani (30%), 65 mila asiatici (25%) e circa 23 mila americani (8%). In pole position ci sono i romeni (45 mila iscritti dall’estero), seguiti da pakistani, nigeriani e marocchini (tutti intorno a quota 15 mila), quindi da albanesi (13 mila), cinesi (12 mila) e bangladesi (11 mila).
Rispetto al 2015, complici gli sbarchi di profughi, sono in forte aumento gli ingressi di cittadini africani, in particolare della Guinea (+161%), della Costa d’Avorio (+73%) e della Nigeria (+66%), ma anche di Ghana (+37%) e Gambia (+30%). Calo ancora, invece, le immigrazioni di cittadini dell’area asiatica: cingalesi (- 18%), cinesi (-17%) e bengalesi (-14%).
Aumentano, intanto, anche le emigrazioni (contate attraverso le cancellazioni dall’anagrafe per l’estero), che lo scorso anno sono state 157 mila (+7% rispetto al 2015). L’aumento, sottolineano i ricercatori, è però dovuto esclusivamente alle cancellazioni di cittadini italiani (+12%).
Tra questi ultimi emigrati ci sono anche 28 mila italiani nati all’estero, per lo più “ex immigrati” che hanno preso la cittadinanza tricolore e che nel 2016 sono tornati nel Paese d’Origine (50%) oppure hanno ripreso il loro viaggio verso un altro Paese dell’Ue (43%), molti meno (7%) quelli che sono andati in un paese extraue.
L’Istat, infine, ha fatto i conti delle migrazioni interne, cioè i trasferimenti di residenza da un Comune all’altro, che nel 2016 sono cresciute del 4%, coinvolgendo 1 milione 331 mila persone. All’aumento hanno contribuito anche i cittadini stranieri, che si sono spostati in 230 mila, circa 27 mila in più rispetto al 2015, a conferma della grande mobilità di questa componente della popolazione.
Mixità