FESTE E CONSUMI, TRA TELEFONATE, VIAGGI E MONEY TRANSFER

dicembre 2016

Buoni propositi. Per i più virtuosi, anche buone azioni. E poi il piacere di passare qualche giorno insieme a parenti e amici senza lavorare, mai come quest’anno ferie permettendo, visto che il calendario non aiuta. Le Feste non sono però solo una questione di spirito, ma pure di consumi, che in questo periodo aumentano per tutti, vecchi e nuovi italiani.

Un’indagine ormai troppo datata di Confommercio e Demoskopea su “Usi e costumi di italiani e migranti in occasione delle festività natalizie” (2007), dimostrava su questo fronte un sostanziale allineamento. I regali, per esempio, erano la prima voce di spesa a dicembre, sia per gli uni che per gli altri, così come era comune la scelta, preponderante, di festeggiare Natale e Capodanno in una dimensione domestica e non in un locale.

Uno stacco sorprendente riguardava l’organizzazione del cenone e non per la comprensibile varietà di piatti da portare in tavola. Per prepararlo, diceva l’indagine, gli immigrati spendevano quasi il doppio degli italiani. Perché? Secondo i ricercatori perché sentivano maggiormente la festa anche come l’occasione di concedersi e sfoggiare stili di vita sopra le righe rispetto al resto dell’anno.

Dovendo scegliere dei consumi particolari che caratterizzano le Feste degli immigrati, conviene però forse guardare a quelli che rinsaldano i legami con chi non li ha seguiti nel loro viaggio, ma è rimasto nel Paese d’Origine. Cominciamo dal modo più immediato per sentirsi a casa, veloce come le dita che sfiorano la tastiera sullo schermo di uno smartphone.

“I clienti stranieri sono un target per noi molto importante, ma anche molto eterogeneo, come la varietà di culture e provenienze” premette Valerio Marra, consumer commercial director di Wind Tre. “Tra alcune comunità registriamo, in questo periodo, picchi di traffico anche del 25% superiori alla media. È il tipo di stagionalità che ritroviamo tra i cinesi a ridosso dei loro Capodanno o tra i musulmani per la fine del Ramadan o la festa del Sacrificio”.

Wind, come altri concorrenti, ha pacchetti dedicati agli immigrati, con tariffe vantaggiose verso i Paesi d’origine. Quello base di chiama Call your country, ma le opzioni sono tante: “Recentemente, per esempio, abbiamo stretto un accordo con Orange Romania e offriamo quindi minuti per chiamare su numeri di quell’operatore. Poi abbiamo offerte promozionali che proponiamo in occasione delle feste, come i 20 giga a un prezzo speciale destinati ai clienti stranieri”.

Tutti quei giga rispondono a un bisogno in crescita. “Accanto al traffico voce, i clienti stranieri ci chiedono sempre più traffico dati, indispensabile per navigare e per fare videochiamate, ad esempio via Skype” spiega Marra a Mixità. “In questo periodo, vedersi mentre ci si scambia gli auguri fa tutto un altro effetto. È comunque una tendenza ormai generale, non legata alle feste, tanto più forte tra i clienti più giovani, come le seconde generazioni”.

Chiacchierate e auguri a migliaia di chilometri di distanza fanno sentire lo spirito delle feste, ma a far piacere sono anche pensieri molto più concreti. In questi giorni registra una segno più, per la gioia di destinatari e intermediari, anche il money transfer.

“Nelle rimesse c’è innegabilmente anche una componente “regalo”, che in occasione delle feste religiose delle diverse comunità aumenta. A Natale questa tendenza è confermata anche dai dati della Banca d’Italia: nel 2015 gli immigrati hanno mandato in patria 5,254 miliardi di euro, ma se andiamo al dettaglio mensile, scopriamo che a novembre hanno spedito 418 milioni, a dicembre 494 milioni. Un incremento del 18%”.

A parlare è Daniele Frigeri, direttore del Centro Studi Politica Internazionale, che oltre a curare l’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti gestisce il sito Mandaisoldiacasa.it, dove si possono confrontare in tempo reale le tariffe dei diversi operatori di money transfer: “A dicembre – dice l’esperto - si attivano tutti con promozioni ad hoc per le Feste. Chi prende la tredicesima ha maggiore liquidità e mandare più soldi in patria è un segno di affetto, ma anche un modo per confermare che il proprio progetto migratorio è stato coronato dal successo”.

Quei soldi, non solo a Natale, sono preziosissimi. “Chi è appena arrivato – spiega Frigeri - usa spesso le rimesse per ripagare debiti contratti per il viaggio, ma in una seconda fase è preponderante il sostegno alla famiglia d’origine, per i consumi quotidiani e per altro, come ristrutturare la casa o garantire l’educazione dei figli. In una terza fase diventano anche risparmio, da utilizzare per fare investimenti nel Paese d’Origine”.

“Natale con i tuoi…” recita l’adagio. Allora come ultimo esempio di consumi delle Feste per gli immigrati vale la pena ricordare i tanti nuovi italiani che scelgono questo periodo per tornare in patria. Sono viaggi spesso mordi e fuggi, perché le ferie invernali sono brevi, e se sono più lunghi e costosi non vengono fatti ogni anno, ma certo sono l’ennesimo affare garantito dall’immigrazione.

“In questo periodo c’è un aumento del traffico, secondo solo a quello delle ferie estive” conferma a Mixità Fabrizio Forno, direttore vendite Italia di Ukraine International Airlines, rappresentata da Distal. Con voli da Roma, Milano, Venezia, Bologna e a breve anche da Bergamo, la compagnia fa volare una delle comunità straniere più numerose in Italia, con circa 80 mila viaggi l’anno: “Ufficialmente gli ucraini in Italia sono trecentomila, ma il numero reale è sicuramene maggiore”.

“Quest’anno – sottolinea Forno - abbiamo registrato un incremento delle prenotazioni per le Feste, partite inoltre in anticipo rispetto agli altri anni. Le cause sono varie, come la situazione un po’ più tranquilla in Ucraina, una promozione che abbiamo lanciato a novembre con tariffe convenienti se si prenotava prima e anche una sempre maggiore dimestichezza della comunità con l’acquisto dei biglietti online, via smartphone o tablet”.

Quanto si tratterranno in patria? “Una settimana, al massimo due. Fosse per loro – svela Forno - partirebbero dopo il 25 dicembre, perché nell’ Ucraina ortodossa il Natale viene celebrato il 6 gennaio. Ma così tornerebbero quando qui tutti hanno già ricominciato a lavorare e quando le scuole sono giù aperte. Soprattutto badanti o domestiche metterebbero in difficoltà le famiglie. Quindi fanno coincidere le loro vacanze con quelle degli italiani”. Ennesimo esempio di integrazione, stavolta un po’ forzata, ma alla fine l’importante è che siano Buone Feste.

Mixità

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